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Quello che (forse) non sapete della versione italiana del cult di Mel Brooks "Frankenstein Junior"

 Quello che (forse) non sapete della versione italiana del cult di Mel Brooks Frankenstein Junior

Si dice sia un cult, si dice sia uno dei più grandi film comici della storia, si dice sia il capolavoro di Mel Brooks. E’ tutto vero.

Young Frankenstein - Frankenstein Junior (1974), è indubbiamente una delle parodie più riuscite del romanzo Frankenstein e dei cineclassici di James Whale Frankenstein, 1931 e La moglie di Frankenstein, 1935, dai quali Brooks riprende lo stile e persino gli stessi attrezzi di scena.

Allo stesso tempo, Frankenstein Junior è un’opera originale, acuta e compiuta, tanto da essere considerata a sua volta un classico e, più che una parodia, "una rivisitazione critica del romanzo di Mary Shelley" (Il Morandini 2010).

Scritto da Mel Brooks e Gene Wilder, il film racconta le esilaranti avventure del giovane professor Frederick Frankenstein, nipote di Viktor von Frankestein, autore di terribili esperimenti medico scientifici che il giovane Frederick inizialmente rifuta, poi finirà per ricalcare, dando vita lui stesso ad una terribile "Creatura" con l'aiuto dell'assistente Igor (lo strepitoso Marty Feldman), della procace Inga e dell'inquietante Frau Blücher

Frankenstein Junior è stato analizzato e studiato, sono state recuperate scene tagliate (reinserite nella versione dvd), rilevate tutte le citazioni (sapienti), contati i bloopers (tanti), ma soprattutto, negli anni, è stato scomposto dai fan in frammenti audio e video, in scene e battute che si tramandano come un codice, compiaciuto e condiviso, di generazione in generazione.

Quello che forse non tutti sanno è che, al di fuori dei paesi anglofoni, il film ha avuto un successo clamoroso solo in Italia (dove ad oggi risulta il dvd più venduto di sempre con oltre 500.000 copie)

Questo perché è stato oggetto di un lavoro di traduzione epico (Roberto De Leonardis in primis, Mario Maldesi poi), e un adattamento sapiente, che ha reso credibili e divertenti giochi di parole e assonanze difficilmente traducibili, in alcuni casi inventando le battute ex novo.

Alcuni esempi? “Seda-give/seda-tive” che in italiano risulta “seda-davo/seda-tivo”, oppure la celebre gag sull’assonanza werewolf (lupo mannaro) - “where wolf?” (“dov’è lupo") con Igor che risponde: “There. There wolf, there castle” (Lupo lì, castello là) che nella traduzione diventa “Lupo ululà, castello ululì”. Ecco le scene a confronto:

 

Un esempio di adattamento "creativo" con battute totalmente assenti nella sceneggiatura originale, ma dall'effetto comico folgorante, è nella scena del blackout. 

Dottore: “Damn your eyes!” - Igor  (indicando i propri occhi): “Too late”,  in italiano diventa: 

Al di là di ogni analisi, “Frankenstein Junior” probabilmente non va spiegato, va guardato, perchè fa sempre, semplicemente, inevitabilmente ridere. Anche senza conoscerne retroscena, rimandi e “rammendi” di sceneggiatura, “It - could – works!”, direbbe il dottor Frankenstin, pardon “Si – può- fare!”.

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