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Portobello di Enzo Tortora: il programma con dentro un palinsesto

Il 27 maggio 1977 va in onda la prima puntata di Portobello, trasmissione condotta e ideata dal giornalista Enzo Tortora, destinata a diventare una pietra miliare della storia della televisione e una miniera di idee per la tv che verrà. In questo bellissimo documentario "C'era una volta Portobello", assieme a personaggi della cultura e dello spettacolo, si raccontano la vita e l'incredibile vicenda giudiziaria di Enzo Tortora, e si analizza Portobello, per coglierne il significato nella storia della tv, ma anche il valore diacronico nella storia dei format televisivi.

La storia di Portobello

Il 27 maggio 1977 dagli studi Rai di Milano va in onda la prima puntata di Portobello, trasmissione condotta e ideata da Enzo Tortora. Esempio di una tv d’autore e popolare al contempo, Portobello porta per la prima volta la gente comune e le sue storie sul piccolo schermo, adoperando una scrittura creativa televisivamente senza precedenti. Buono (buonista per i detrattori), ma anche ricco di idee,  Portobello ispirerà più o meno direttamente tanta tv degli anni a venire.

Basti guardare le rubriche del format scritto da Tortora (con la sorella Anna e il pubblicitario Angelo Citterio): in trasmissione la gente comune può proporre le proprie invenzioni, dalle più utili alle più curiose, è possibile vendere e scambiare oggetti insoliti o rivoluzionari (attraverso le telefonate smistate dal "Centralone" alle cabine degli inserzionisti), cercare persone scomparse (rubrica "Dove sei"?), ritrovare amici o amori perduti, e persino trovare l’anima gemella ("Fiori d'Arancio").

Il programma, in onda su Raidue nella prima serata del venerdì, raggiungerà, nei sei anni di messa in onda, punte di 27 milioni di telespettatori.

Il 17 giugno del 1983 Tortora, che quello stesso giorno avrebbe dovuto firmare in Rai il contratto per la settima edizione di Portobello, viene arrestato all'alba in una grande operazione anti-camorra, un incubo giudiziario che durerà quattro anni.

Dove eravamo rimasti?

Il 20 febbraio 1987 Enzo Tortora si ripresenterà emozionato davanti ai suoi telespettatori pronunciando la famosa frase: “Dove eravamo rimasti? - per poi proseguire - "Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche (…) sono qui per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta”. E ricomincia come una volta, ovvero lavorando per il suo pubblico. Anche quello dalla memoria corta. 

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