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L’enciclopedia Geo e quella conduzione generosa

 L’enciclopedia Geo e quella conduzione generosa

di Simona Vanni

Natura, cibo, animali, Tradizione, viaggi, arte, tecnologia. L’unica mega enciclopedia televisiva è ospitata tutti i giorni da Rai Tre e si chiama Geo. Un nome piccolo e semplice per un programma vasto e interdisciplinare. Una realtà incontaminata in un palinsesto pomeridiano incupito dalla cronaca nera che, per come viene trattata, diventa sempre più rosa. Documentari, interviste, consigli, ricette, ospiti provenienti dai più svariati ambiti professionali. Grazie alla velocità con cui si passa da un tema all’altro, Geo non risulta mai piatto né noioso. Struttura chiara, lineare ma mai approssimativa. Gli argomenti vengono approfonditi utilizzando un linguaggio semplice, quasi elementare. Appare così, piacevole agli adulti e comprensibile ai bambini.

Ma la perfezione non esiste, nemmeno in tv. Anche in un ambiente catodico così nitido e puro c’è una nota stonata. Non si tratta delle scenografie confuse che ricordano il peggior cinema fantascientifico degli anni Ottanta, ma dell’incubo del telespettatore mediamente erudito: il televoto. Anche il più naïf dei programmi non ha resistito alla tentazione del “numero in sovraimpressione”. Un quiz che tratta di scienza, ma pur sempre un quiz. È apprezzabile il tentativo di interagire con il pubblico, peccato solo che si tratti di un espediente appartenente a una (sor)passata era televisiva.

In quest’aria rarefatta, tipica di Geo, c’è anche una conduttrice: Sveva Sagramola. Ormai elemento imprescindibile del programma. Unico esemplare rimasto di conduttrice mite e garbata. Talmente pacata e flemmatica da fare stizza. Mai una parola fuori luogo, mai un gesto concitato o un’espressione che esuli dall’innocente sorriso da ragazzina in età prepuberale. Potrebbe annunciare anche la peggiore delle catastrofi naturali, manterrebbe comunque il suo aplomb, talmente perfetto da sembrare innaturale.

Non ha niente a che vedere con le sue colleghe. Non solo per lo stile di conduzione, ma anche per come si presenta. La sua è una bellezza così antica (per non dire obsoleta) quasi da telenovela sudamericana in costume. Il suo aspetto è così anonimamente gradevole. Le sue movenze stucchevolmente regali. In poche parole, la sua personalità è appropriata al programma che conduce. La totale assenza di egocentrismo risulta in perfetto accordo con lo scopo di Geo: mostrare la natura come unica e indiscussa protagonista. Tutto questo fa della Sagramola la più generosa delle conduttrici, e del programma uno dei pochi in cui ancora si riesce a mantenere la centralità degli argomenti trattati, evitando cattivo gusto e pour parler.

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