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BAMBINI E TELEVISIONE: L`INTRATTENIMENTO

Il filmato, tratto dalla trasmissione di Rai Educational Mediamente (ed. 1997), analizza il rapporto tra i bambini e i media, la televisione e l’intrattenimento in generale.
Francesco Siliato, docente di Teoria e tecnica della comunicazione di massa al Politecnico di Milano, introduce un grafico che mostra la ripartizione dell’offerta d’intrattenimento sulle reti generaliste nazionali. La presenza cospicua dei film sposta il problema del controllo cinematografico anche sulla televisione.
Un intervento del filosofo Karl Popper, individua la differenza tra televisione e cinema nelle diverse modalità di fruizione, soprattutto in età infantile. I bambini che passano gran parte del loro tempo davanti al piccolo schermo, confondono la realtà, non riuscendo più a distinguerla.
Attraverso il mezzo televisivo si può veicolare cultura, formazione, educazione, sia col cinema che con altre forme di spettacolo. Per Popper è urgente porre un controllo sulla televisione, diventata un fattore preponderante nella vita della gente e soprattutto dei bambini che subiscono un invito alla violenza.
La psicologa Anna Oliverio Ferrarsi rileva come la televisione eserciti il bambino a porre attenzione agli stimoli visivi. Si corre però il rischio di abituarli al solo linguaggio e ai tempi televisivi che, per la loro durata, sempre più breve, impediscono la riflessione, favorendo lo sviluppo di un’attitudine passiva. Dobbiamo, quindi, imparare ad usare gli audiovisivi, sempre maggiormente presenti nella nostra vita, a vantaggio, soprattutto, delle nuove generazioni.

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